Sei ore di Teodorico

20150905_150317

 

 

 

Sabato 5 settembre ho partecipato alla sei ore di Teodorico organizzata da Enrico Vedilei gara podistica sul circuito lungo 1300 mt. presso il parco sportivo di Ponte Nuovo di Ravenna, con partenza nel pomeriggio alle 16.
Il mio accompagnatore è stato Marco Gurioli, reduce da una settimana dall’ ultraTRAIL del monte Bianco, 168 km da lui percorsi in 43 ore non stop, senza neanche un micro sonno.
Partenza alle ore 14 da casa alla volta di Ravenna: sono rilassato, ispirato dalla sua compagnia solo con pensieri positivi, sono concentrato con l’unico obiettivo di correre “sei ore non stop” senza pause troppo lunghe se non quelle per mangiare e bere al ristoro. Arriviamo a Ravenna, è abbastanza caldo ma con una leggera brezza di vento che lo fa sopportare bene, ritiro il pettorale, mi cambio e aspetto chiaccherando con Marco ed altri amici che anche loro parteciperanno alla gara.

Partiamo alle 16 in circa 150, ho intenzione di partire piano girando a circa 9,5 km/h al km cercando di aumentare progressivamente nelle ultime due ore di gara, sono regolare, non ho variazioni di ritmo, ho deciso di fermarmi a bere e a mangiare al ristoro ogni tre giri – circa ogni 4 km – reagisco bene al caldo ed al sole forte che tuttavia ogni tanto è coperto da nuvole nere minacciose, la cadenza è regolare come si dice in gergo podistico “sono in giornata”, verso la terza ora si alza un vento fortissimo tanto che ad un certo punto il cielo diventa completamente coperto ed il vento aumenta talmente tanto di intensità che obbliga tutti – organizzazione e podisti – a fermarci per qualche minuto, per fortuna dopo poco le nuvole lasciano di nuovo spazio al sole e via si riparte.
Siamo a metà e la mia tabella procede in modo regolare: Marco tiene i tempi ed oltre a mantenere alto il mio morale, si preoccupa di non farmi mancare mai nulla, aspettandomi sempre nello stesso punto con taccuino e penna e prontissimo nel passarmi da bere ed i gel che abbiamo stabilito di prendere durante le sei ore.
Le prime tre ore volano e l’obiettivo diventa quello di arrivare a 32 giri che coincidono con “la maratona”: aumento leggermente il passo, cercando di non scendere sotto i 5’55” al km, bevo e mangio con la regolarità che mi sono prefissato, senza alcun problema con il cibo solido, nonostante le preoccupazioni iniziali (nelle gare lunghe ho avuto spesso problemi ad ingerire qualsiasi cosa).
Raggiungo i “32 giri la maratona” in 4 ore 32′, sono carico, stimolato, decido di aumentare bevendo e mangiando il più possibile al ristoro con pane e marmellata, frutta, biscotti e cioccolata fondente, bevo chinotto e acqua frizzante e con calma riparto.
Vista la mia condizione faccio due conti e nella mia testa mi pongo come obiettivo di arrivare alla fine con 54 km che vorrebbero dire 44 giri, ho appena fatto 32 giri, cerco di mantenere sempre la velocità costante ormai ho la mappatura mentale del giro ben impressa nella testa, ho una scaletta dove diminuire e accelerare per cercare di non forzare troppo le gambe pur mantenendo la media sempre attorno ai 10 km/h, ormai è buio e lungo la pista hanno messo dei sacchetti di sabbia con le candele, che emanano una luce tenue, ma sufficiente ad illuminare il percorso rendendolo più gradevole.
Alla quinta ora prendo l’ultimo gel che mi passa Marco, lo prendo al volo senza fermarmi, il tempo ora scorre velocissimo e ho perso il conto dei giri fatti ma, per non rischiare di abbassare troppo la mia concentrazione, decido di proseguire senza fermarmi al ristoro e senza chiedere a Marco notizie sulla mia posizione in gara, che è monitorata costantemente dallo staff attraverso il cip elettronico che portiamo sulla scarpa.
Sono puntuale, ogni giro lo finisco in circa 8 minuti, vado avanti anche se le gambe sono dure, ma tutto il resto è ok, non devo mollare: Marco mi incita, io sono sempre più motivato e sono sicuro di arrivare con il mio obiettivo di fare 54 km e spingo, mancano circa 40 minuti riprendo in mano la situazione e siiiii, mi rendo conto di poter passare i 54 km, stringo i denti e giro costante, concentrato al massimo sono lucido, non devo sbagliare, controllo il respiro, le emozioni e vado.
A 5 ore e 53 ho ancora la possibilità di fare un giro, vedo Marco, mi urla di spingere: so di potercela fare, sono sfinito, ho il cuore in gola, stringo e vado per arrivare nel tempo che da regolamento scade a 6 ore e 1 minuto.
Spingo il più forte possibile, sento dall’altoparlante che la corsa sta per finire, non mollo e arrivo al traguardo 6 ore 38 secondi: è finita.
Sto bene, sono lucido, Marco è carico e felice per me e mi annuncia che ho fatto 46 giri per un totale di 56 km, sono carico pensavo di avere raggiunto i 54 km e non 56 km, sono ancora più felice. Marco mi accompagna portando la mia borsa fino allo spogliatoio, doccia e via sono carico, contento e le gambe vanno bene.
Birrona da 66 cl, buona, fredda e meritata con un piatto di pasta fatta dallo staff e via, ripartiamo soddisfatti e carichi pieni di idee nella testa e già con il pensiero della prossima avventura.

Precedente Corsa e benessere